Vincitori #HPFF2018

MIGLIOR FILM
Who will fuck daddy? di Lasse Långström
Il film ha trovato un approccio originale mettendo a confronto riprese documentarie della comunità queer contemporanea con un mondo fantasy immaginativo che prende forma dalla storia del cinema queer. Giocando ironicamente con la sua estetica kitsch, vintage e onirica, mette insieme i valori fondamentali della nostra nuova società queer.

MIGLIOR DOCUMENTARIO
The 36-Year-Old Virgin di Skyler Braeden Fox
Un documentario coraggioso e commovente che esplora la questione dell’identità di genere e delle fantasie sessuali, giungendo alla conclusione che, nell’identità, corpo e fantasia non hanno necessariamente bisogno di corrispondere, perché in una sola vita puoi vivere una moltitudine di generi. Il film celebra inoltre l’abbraccio di una comunità che aiuta a vivere anche quelle fantasie che potrebbero spaventarti all’inizio.

MENZIONE SPECIALE
My Body My Rules di Émilie Jouvet
Un manifesto di liberazione sessuale che mette in scena performance di diversi tipi di corpo che interpretano diversi feticismi, trasformati in immagini radicali ed estetiche dalla regista Émilie Jouvet.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO ITALIANO
POW 
di Werther Germondari e Maria Laura Spagnoli
POW rinnova l’immaginario del porno con un’idea sperimentale e coraggiosa. Di fronte alla banalità del male che la violenza della guerra porta con sé, due soldati di fronti opposti si abbandonano alla sperimentazione allucinata e consensuale in una natura che li protegge, dove umano e non umano, reale e non reale si confondono, lasciando chi guarda in uno stato di curiosa confusione.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO INTERNAZIONALE
Full di AORTA films
Corpi grassi, potenti che hackerano le frontiere di ciò che normalmente viene concepito come sessualmente desiderabile ed eccitante. Un’ode al sesso come atto “empauerante” di vendetta, come consenso e cura reciproca.

MENZIONE NO BORDER NO GENDER
Piedad di The Outdoor Cat
Un corto che demolisce e azzera le frontiere della decenza e della moralità. corpi non binari, non classificabili in un’atmosfera trash e post-apocalittica che esprimono una forma dissacrante di cura e rispetto del desiderio, oltre i confini del genere e della vita.

MENZIONE MIGLIOR CONTRIBUTO ARTISTICO
Furniture Porn Project di Antoine Héraly
Esperimento originale in cui le frontiere del porno si estendono oltre la carne, oltre i corpi per abbracciare lo spazio e gli oggetti. Ogni aspetto è curato nel dettaglio – luci, colori, outfit, pieni e vuoti delle stanze – per rompere ironicamente con l’immaginario fetish e BDSM tradizionale, creando nuovi spazi per l’immaginazione e il desiderio.


Giuria Lungometraggi
Jochen Werner
Klaus Mondrian
Lilith Primavera
Marco Kassir
Serena Alfieri

Coordinamento Giuria Lungometraggi
Gianpaolo Smiraglia

Giuria Cortometraggi
Alex Dihel
Lucas Levon
Marta Capesciotti
Marta Zoli
Valentine aka Fluida Wolf