Lungometraggi

I lungometraggi della seconda edizione dell’Hacker Porn Film Festival, in concorso per Miglior Documentario Miglior Lungometraggio.

LUNGOMETRAGGI IN CONCORSO

 

Il Principe di Ostia Bronx di Raffaele Passerini
Ritratto di due artisti rifiutati e bistrattati: Dario, il Principe, e Maury, la Contessa. Due personaggi fuori dalle regole che hanno fatto della spiaggia nudista di Capocotta il loro personale palcoscenico.

Who Will Fuck Daddy? di Lasse Långström
Una sorta di favola queer con la Q maiuscola, direttamente dal panorama undeground LGBTIQ svedese. Siamo in una foresta misteriosa e fatata, in cui dominano figure rigorosamente queer dai colori sgargianti. A questo universo si contrappone il “nostro mondo” ancora ancorato a limiti e schemi da valicare.

The 36 Years Old Virgin  e Hello Titty di Skyler Braeden Fox
Un’infanzia vissuta in una famiglia fortemente religiosa, dove il sesso veniva considerato come atto puramente procreativo e un’adolescenza lesbica pregna di man-hating hanno lasciato Skyler – ora uomo trans – curioso ed inesperto rispetto ad atti sessuali che potremmo definire standard come la penetrazione da parte di un uomo cisgender.

ISVN di Monica Stambrini
Un ritratto inedito della porno attrice Valentina Nappi. Dopo Queen Kong, Monica Stambrini svela il lato nascosto del porno, quello mai raccontato, fatto di intimità e tenerezza.

My Fucking Problem di Anne van Campenhout
Il Vaginismo è una patologia piuttosto diffusa ma che resta ancora nell’ombra e di cui le stesse donne fanno fatica a parlare. Un documentario crudo e scientifico, che affronta le conseguenze psicologiche ed emotive della patologia.

Fallen Flower, Thick Leaves di Laetitia Schoofs
Una sessuologa cinese ci introduce nel suo studio a Pechino. Donne di tutte le età si sono radunate, intimidite ma coraggiose, per scoprire i segreti del piacere femminile. Le loro storie rompono i tabù e portano alla luce una rivoluzione sessuale in atto, contro i valori tradizionale della Repubblica Popolare Cinese.

Take Me Like the Sea di Salty Cheri
Un classical music porn per stessa definizione del collettivo. Sette scene erotiche, sette modi diversi di approcciarsi al sesso e alla sessualità e una ventina di protagonisti di ogni genere, estrazione sociale ed orientamento sessuale.

La Muñeca Fea di Claudia López García e George Reyes
Ritratto di donne incredibili tra i sessanta e i novantacinque anni, ospiti della Casa Xochiquetzal, luogo di accoglienza creato e gestito da sex workers a Città del Messico. Tra le rughe di questi volti e le loro cicatrici si diramano racconti intensi fatti di dolore, sacrifici e gioie.

My Body My Rules di Émilie Jouve
Un documentario sperimentale che ruota attorno all’immaginario dei corpi, sulla nudità politica e le sue rappresentazioni.  Tra le protagoniste l’artista disabile NO.

The Misandrists di Bruce LaBruce
Nel paese di Ger(wo)many, in una casetta di campagna tra Hänsel und Gretel e Suspiria, è nascosta la sede segreta del FLA, Female Liberation Army, un’armata di donne lesbiche che progetta una rivoluzione definitiva contro il patriarcato.

It Is Not the Pornographer That Is Perverse… di Bruce LaBruce
Film antologia composto da quattro cortometraggi, con temi e storie legate tra loro dal solito guizzo geniale di Bruce LaBruce. Un film altamente provocatorio, dove il porno non si lascia desiderare… Tra i protagonisti l’attore hard Sagat.

PREMIAZIONE
Lunedì 30/04/2018 📍 30F 18:30 – Premiazione HPFF + Proiezione film 48H

 

LUNGOMETRAGGI FUORI CONCORSO

 

Yes, We Fuck! di Antonio Centeno e Raúl de la Morena
Sesso e disabilità: un tema oggetto di una rimozione collettiva. Il corpo della persona con disabilità infatti è comunemente visto come oggetto di cure, e quasi mai come soggetto di desiderio sessuale. Ci voleva questo acclamato documentario spagnolo per squarciare il velo di omertà e ipocrisia: sei storie vere per scoprire ciò che le persone disabili possono dare alla sessualità di tutti.

Lunàdigas di Marilisa Piga e Nicoletta Nesler
Lunàdigas è ambientato in Italia e racconta le storie di donne celebri e anonime, incontrate da sole e in gruppo, single e in coppia, giovani e anziane,  determinate nella scelta di non avere figli.

Female Touch di Morgana  Mayer
Una donna rientra a casa dopo una lunga giornata di lavoro e si prepara un bagno  rilassante. Quando è dentro la vasca da bagno la donna indossa  una maschera di latex  nero ed inizia unattività masturbatoria che si alterna a visioni che eccitano e turbano la donna fino a condurla all’orgasmo finale.
Un film blasfemo, onirico che offre una visione della donna originale e queer. La decadenza della società contemporanea vista attraverso la visione folle di Morgana  Mayer. Un omaggio al cinema di Alberto Cavallone a cui il film è dedicato.