HPFF2017

La prima edizione di Hacker Porn Film Festival si è svolta dal 26 aprile al 30 aprile 2018 presso il cineclub Il KiNO.

La prima edizione del festival è stata animata da cinquanta proiezioni tra film, documentari, cortometraggi, una dozzina di presentazioni ed ospiti del calibro di Cicciolina, Francesco Malcom, Carmine Amoroso, Helena Velena, Julia Ostertag, Maria Basura, Monica Stambrini e Marcello Fraioli.

Theo & Hugo – dans le meme bateau, vincitore del Teddy Bear ( Berlinale 2016) un film intenso e crudo sulla sieropositività oggi e sulla paura di amare. ChemSex, documentario prodotto da VICE, sulla combo sesso/droga che dilaga nella comunità gay londinese scatenando un allarme sociale e sanitario. Etre Cheval di Jérôme Clément-Wilz, documentario sul feticismo della trasformazione in cavallo: il “pony playing”, con protagonista la transgender Karen e la sua redenzione post-umana.
Il festival ha presentato numerosi lavori post porno e porno femministi, tra cui Snapshot – prodotto dalla Pinklabel.tv, piattaforma americana di distribuzione porno/queer – diretto da Shine Louise Houston con la collaborazione artistica di Jiz Lee, attivista e attrice queer americana.
The Bedroom di Anna Brownfield, grande esponente del femminismo e del post porno in Australia, il suo film è un’indagine sociale sviluppata in sei decadi, un’unica stanza da letto per diverse tipologie d’amori e sessualità.

Sempre nel 2017 HPFF ha presentato, per la prima volta in Italia, una personale su Antonio Da Silva, regista cult portoghese, unisce il linguaggio performativo alla video arte e al cinema. Da anni lavora su temi legati all’omosessualità, al cruising e al sesso pubblico come atto di sovversione dal controllo sociale sui nostri corpi.

Per i cortometraggi numerosissime le anteprime: Pansexuals di Erika Lust, celebre regista post porno (Xconfessions) naturalizzata in Spagna e produttrice di Refugees Welcome di Bruce la Bruce, in anteprima nazionale, storia di un poeta siriano e delle sue avventure sessuali; Blown di Buck Angel del celebre pornodivo trans americano e tanti altri autori come Lidia Ravviso, Slavina, Carlotta Moore, David Bloom, Rosario Gallardo, Maria Basura, Luca Donnini e tanti altri ancora.

Fuori concorso Queen Kong di Monica Stambrini e tanti altri film tra cui Porno & Libertà di Carmine Amoroso ( Nastro D’Argento 2016) e l’anteprima internazionale di Sexual Labyrinth di Morgana Mayer, un film erotico e onirico sulla presa di coscienza e liberazione di un corpo femminile, un omaggio al cinema di Cavallone, Fulci, Joe D’Amato e Luigi Atomico a cui il film è dedicato.

Oltre 1800 spettatori nei cinque giorni di programmazione hanno reso sold out moltissime proiezioni e memorabili tutti gli eventi ospitati tra cui ricordiamo MERITOCAZZIA, MORSI DI EROTIC LUNCH, la mostra fotografica di T QUEEF, il gioco interattivo CADAVERE SQUISITO, le proiezioni in SUPER8 DI LASSE BRAUN e il closing party al TRENTA FORMICHE.

Numeri e contenuti che soddisfano gli organizzatori Fran Stable (produttore
del documentario vincitore di un Nastro d’argento “Porno e Libertà”) e Lucio Massa, produttore di diversi film indipendenti tra cui “Oltre la follia” di Luigi Atomico. Il festival ha dato visibilità alle produzioni indipendenti ed ha presentato lavori che hanno scardinato i generi, le convenzioni linguistiche ed il rassicurante cinema di intrattenimento. HPFF è riuscito nell’intento di hackerare la città di Roma offrendo un cinema non convenzionale.